SULL'IMPIANTISTICA IN GENERALE

QUALI ATTREZZATURE PER QUALI CASEIFICI – LA CALDAIA DI COAGULAZIONE

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Il caseificio di azienda agricola rappresenta quanto di più vario e variabile dal punto di vista strutturale ed impiantistico.

Certamente in base a volume di latte trasformato ma anche in base alle superfici del laboratorio ed alle tipologie di formaggi e “latticini” (comprendendo tutto quello che non è formaggio ma deriva dal latte) che si producono.

Se prendiamo come riferimento di attrezzature la “caldaia di coagulazione” (che alcuni erroneamente definiscono pastorizzatore) possiamo avere le seguenti tipologie (dalle più “semplici” alle più “complesse”)

- Contenitore in plastica alimentare – squadrato o semisferico – per coagulazioni di latte già a temperatura di aggiunta caglio come per le cagliate lattiche o per presamiche con latte coagulato appena munto;

- “Pentola o Paiolo” in rame od acciaio;

- “Caldaia o vasca o tino” a parete semplice, che può ricevere il latte appena munto oppure riscaldato normalmente da un pastorizzatore a piastre;

- “Caldaia di coagulazione” a doppia parete od intercapedine, dove può circolare acqua o vapore per il riscaldamento/raffreddamento che può essere fatto con:

                - fiamma diretta;

                - resistenze elettriche;

                - bruciatore con riscaldamento diretto nell’intercapedine;

                - produzione di acqua calda con “preparatore” esterno alla caldaia di coagulazione;

                - generatore di vapore.

Partendo da queste basi, le aziende impiantistiche italiane propongono una nutrita gamma di “Caldaie di Coagulazione” che possono rispondere alle diverse necessità delle Casare e dei Casari. 

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